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Saluta come parli.

Il saluto è la prima cosa che il destinatario legge. Decide il tono di tutto il resto.

Abbandona le formule che non useresti in una normale conversazione. Nessuno dice Distinti saluti scendendo dall’ascensore, né Resto in attesa di un suo cortese riscontro al bar. Non sono cortesia: sono armature.

Buongiorno Marco, Ciao Anna, Grazie, A presto. Bastano: sono parole che useresti guardando la persona negli occhi.

La formalità non sta nella lunghezza della formula, sta nella misura del tono.