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Tutte e tutti.

Quando ti rivolgi a un gruppo, salutalo per intero: Ciao a tutte e a tutti. Due parole in più, e non lasci indietro nessuno.

L’italiano tende al maschile: è la grammatica in cui siamo cresciuti, comoda e automatica. Ma è anche un’abitudine, e le abitudini si rivedono. Il maschile che vale «per tutti» è uno dei blocchi mentali che ci hanno lasciato la nostra generazione e quelle prima – superarlo è una scelta, non una forzatura.

Non serve stravolgere ogni riga. Serve ricordare che dall’altra parte ci sono donne e uomini, e che un saluto conta quanto guardare in faccia chi legge. Comincia da lì.